M5S allo sbando e senza leader

M5S allo sbando e senza leader

La Corte d’appello di Cagliari respinge il ricorso di Vito Crimi. Si allungano i tempi per nominare l’ex premier nuovo leader dei 5 Stelle: “Siamo allo sbando”

M5S, è rivolta contro Crimi: «Si dimetta »

Dopo la decisione del tribunale di Cagliari l’attacco di diversi parlamentari: «ha sbagliato tutto». Ora si profila un scontro giudiziario anche con Lezzi.

“A questo punto le dimissioni di Vito Crimi dal comitato di garanzia sono un atto dovuto, un atto che ci aspettiamo nelle prossime ore, se vuole evitare che sia sollecitato pubblicamente”: la decisione del tribunale di Cagliari – che ha giudicato “inammissibile” il ricorso del M5S contro la nomina di un curatore speciale e ha confermato di fatto che i Cinque Stelle non hanno un rappresentante legale – ha fatto deflagrare le tensioni all’interno del gruppo. Sono diversi i big e i parlamentari che reclamano la testa di Crimi, colpevole a loro avviso “di avere sbagliato tutto e aver fatto precipitare il Movimento in una situazione surreale”

Ma la posizione di Crimi non è l’unica traballante: c’è chi chiede un passo indietro di tutto il comitato di garanzia (composto anche da Giancarlo Cancelleri e Roberta Lombardi). “Non si può andare a avanti così. Ci sono problemi su tutta la linea: dalla gestione degli Stati generali alle ultime espulsioni al rapporto con Rousseau”. Le preoccupazioni del gruppo sono sul passato (“Con Casaleggio si poteva chiudere prima”), sul presente (“Ora quante cause ci saranno?”) e sul futuro (“Conte che farà?). Questioni che agitano i parlamentari, proprio mentre si moltiplicano gli scenari caotici.

Non bastava Rousseau a mettersi di traverso: ora anche la decisione della Corte d’appello di Cagliari farà inevitabilmente allungare i tempi per proclamare l’ex premier nuovo leader del Movimento 5 Stelle. I giudici, nell’ambito del procedimento sull’espulsione della consigliera regionale grillina Carla Cuccu, hanno respinto il ricorso presentato da Vito Crimi contro la nomina di un curatore speciale. Gli avvocati della Cuccu chiedono ora che i pentastellati procedano alla nomina del nuovo legale rappresentante.

Il “caso Cuccu”

A inizio anno gli iscritti alla piattaforma Rousseau hanno votato per la modifica dello statuto del Movimento, dando il via libera alla nascita di un Comitato direttivo di cinque membri al posto del capo politico con tutte le funzioni di rappresentanza legale. Ma quel Comitato non è stato ancora eletto e la reggenza è rimasta in mano a Crimi.

Il “caso Cuccu” è esploso quando la consigliera regionale della Sardegna è stata espulsa attraverso un provvedimento firmato dallo stesso capo politico. A quel punto i suoi avvocati avevano deciso di rivolgersi alla magistratura: “Ora confidiamo che il M5S proceda alla nomina del nuovo legale rappresentante e che questi prenda atto dell’illegittimità dell’espulsione di Carla Cuccu, come già riconosciuto in via cautelare dal Tribunale di Cagliari”.

Emanuela Corda, espulsa dal M5S per non aver votato la fiducia al governo Draghi, sul proprio profilo Facebook ha pubblicato un duro post di sfogo: “Ma guarda?! La verità viene sempre a galla! Il reggente non era più capo politico al momento delle espulsioni. Cosa che abbiamo contestato tutti nei ricorsi presentati. Dunque, a che titolo avrebbe sbattuto fuori i suoi colleghi dal gruppo?”.

Senza mezzi termini anche il deputato pentastellato Francesco Berti: “Dispiace vedere il Movimento 5 Stelle allo sbando, vittima dei veti incrociati, con un rappresentante legale scelto dal tribunale. Conte prenda in mano formalmente il Movimento, azzeri i vari comitati di garanzia che non hanno garantito nulla e ripartiamo!”.

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